domenica 1 dicembre 2013

SANTIAGO CALATRAVA, le metamorfosi dello spazio





SANTIAGO CALATRAVA
CITTÀ DEL VATICANO, BRACCIO DI CARLO MAGNO

 a cura di Micol Forti

5 DICEMBRE 2013 – 20 FEBBRAIO 2014
Martedì 3 dicembre 2013
Ore 12.00: Preview per la stampa
Braccio di Carlo Magno, Colonnato di Piazza San Pietro

Mercoledì 4 dicembre 2013
Ore 18.00: Inaugurazione Aula Paolo VI
Accesso da Piazza del Sant’Uffizio – Ingresso dalle 17.30
Ore 18.45: Visita alla mostra Braccio di Carlo Magno

Inaugura mercoledì 4 dicembre alle ore 18.00, nei monumentali spazi del Braccio di Carlo Magno, la mostra Santiago Calatrava. Le metamorfosi dello spazio, che rimarrà aperta al pubblico dal 5 dicembre 2013 fino al 20 febbraio 2014.
L’esposizione, promossa dai Musei Vaticani e dal Pontificio Consiglio della Cultura per la cura di Micol Forti (Curatore della Collezione d’Arte Contemporanea dei Musei Vaticani), propone al pubblico una raccolta di circa 140 opere per presentare la complessa e multiforme produzione artistica del celebre architetto e ingegnere di origine spagnola. Un selezionato nucleo di modelli architettonici è accompagnato non solo dai relativi studi preparatori, ma anche da dipinti ad acquerello, nati da una vena creativa del tutto autonoma dalla genesi dei progetti stessi, e da una ricca antologia di sculture, sia monumentali come di formato più ridotto, realizzate in bronzo, marmo, alabastro, legno.
Gli accostamenti tra opere appartenenti a codici artistici differenti, sebbene contigui, seguono vari criteri per indirizzare lo sguardo dell’osservatore verso livelli diversificati nella lettura dei volumi architettonici, della visione dello spazio e delle forme, aspetti propri del percorso artistico di Calatrava.
Il grande modello architettonico della Chiesa greco-ortodossa di St. Nicholas a New York, progettata per Ground Zero, è affiancato a suggestivi disegni ad acquerello nei quali lo sguardo dell’artista spazia dallo studio dei mosaici e delle cupole di Santa Sofia a Istanbul allo schiudersi di una camelia, dall’arco disegnato dal peso di una foglia di palma al volto di Cristo, modello ideale per la Chiesa a pianta centrale.
La splendida torsione delle vele che danno vita al progetto per il Palasport a Roma, per l’Università di Tor Vergata, è accostata a tre bellissimi dipinti di figure accovacciate: una tensione dinamica quasi inespressa, contenuta, nello studio sul bilanciamento tra le forze.
La verticalità delle Torri di Malmö o di Chicago si rispecchia nell’equilibrio instabile delle sculture ad esse abbinate.
La riflessione sul volto umano trova compiutezza nelle rotondità delle sculture in marmo ed alabastro, nella forma racchiusa dell’Opera House di Tenerife, ovvero sembra dissolversi nella trasparenza delle superfici colorate di una serie di acquerelli geometrici.
Il movimento è reale quando apre, come i petali di un fiore, le maglie che compongono due colonne tortili in bronzo; quando modifica le sfumature cromatiche dei Moving Painting; quando scavalca il vuoto nel Ponte di Buenos Aires. È un movimento visionario, e non per questo meno vero, nell’intreccio delle corna dei tori ammassati, nei rami secchi di un bosco senza luce o nei corpi, che con i loro gesti compongono spazi, fisici, psicologici e spirituali.
Oltre alla nuova Chiesa greco-ortodossa di St. Nicholas, è presente in mostra anche lo splendido plastico dell’audace progetto per la Cattedrale di St. John the Divine, sempre a New York. Alla magnificenza di questa straordinaria idea di spazio sacro che converge con e nella natura, fa da contraltare il modello della Los Angeles Chapel, dedicata a Padre Junipero, frate francescano che nel 1767 viene inviato nelle missioni della “Baja California”. La capanna, prima chiesa eretta dalla piccola comunità, è il modello per una cappella immersa nello spazio, nell’acqua e nell’aria: le sue non-pareti si aprono all’esterno, alzandosi, come le fronde di un albero, rinunciando ad ogni confine fisico tra lo spazio sacro e la collettività.

 Il catalogo, per le Edizioni Musei Vaticani, è presentato da Antonio Paolucci, Direttore dei Musei Vaticani, con i contributi di Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, Antonella Greco, Professore ordinario di Storia dell'Architettura presso la Facoltà di Architettura di Roma, La Sapienza, e Micol Forti, curatore della Collezione d’Arte Contemporanea dei Musei Vaticani. Schede di Francesca Boschetti, Micol Forti, Rosalia Pagliarani.

Città del Vaticano, novembre 2013

 SANTIAGO CALATRAVA
Le metamorfosi dello spazio

5 dicembre 2014 – 20 febbraio 2014
Città del Vaticano, Braccio di Carlo Magno (Piazza San Pietro), Roma
Tel. +39.06.68193064
Ingresso libero
Orari: tutti i giorni dalle ore 10.00 alle 18.00, mercoledì dalle 14.00 alle 18.00
Catalogo Edizioni Musei Vaticani
Inaugurazione: mercoledì 4 dicembre 2013
Ore 18.00: Aula Paolo VI (accesso da Piazza del Sant’Uffizio)
Ore 18.45: Visita alla mostra Braccio di Carlo Magno (Colonnato di Piazza San Pietro)

 


 

domenica 20 ottobre 2013

Achille Perilli - Dei modi del dipingere l’invisibile


Dei modi del dipingere l’invisibile
24 ottobre – 7 dicembre 2013
Napoli, Palazzo Reale 


Achille Perilli torna a Napoli con la personale Dei modi del dipingere l’invisibile, che dal 24 ottobre 2013 sarà allestita nell’Ambulacro dell’Appartamento Storico di Palazzo Reale e continuerà negli spazi espositivi della galleria AICA|Andrea Ingenito Contemporary Art.
L’esposizione comprende le opere pittoriche a partire dagli anni Cinquanta ad oggi, le ceramiche, chiamate Distorti, e le inedite Tegole pompeiane, così denominate dal maestro, presentate a Palazzo Reale.
Questa parte dell’esposizione, curata da Patrizia Di Maggio, esporrà in uno dei più rappresentativi monumenti cittadini i bassorilievi in terracotta policroma creati dall’artista nel laboratorio della Fornace Falcone di Montecorvino Rovella a partire dal 1996.
Ispirate agli elementi di copertura delle insulae degli scavi di Pompei, le tegole, realizzate secondo i più tradizionali procedimenti artigianali, sono un gruppo omogeneo di piccole e raffinate sculture con le quali Perilli ha inteso richiamarsi alla storia e alla tradizione archeologica e artistica di Napoli, al cui fascino il maestro non ha potuto sottrarsi.
Il progetto complessivo della mostra, ideato da Andrea Ingenito, riunisce alcune delle più interessanti opere dell’artista, del quale intende documentare la poliedrica produzione, che parte dagli anni fondamentali del Gruppo “Forma 1” (1947) e giunge fino ad oggi: «un’arte al passo con il tempo, che si evolve e si materializza senza mai perdere il contatto con la manualità», come lo stesso Perilli ha di recente affermato.
La selezione delle opere ha inteso infatti favorire un dialogo tra la riflessione sullo spazio, espressa nelle tele, e quella sul tempo delle sculture, evidenziando l'evoluzione e la molteplicità di interessi di uno dei maestri dell’arte del Novecento.
I dipinti testimoniano quanto lo studio della costruzione geometrica dello spazio e della sua percezione sia costante e appassionato nell’arte del maestro: partito dalle rigorose strutture dell’Arte Concreta, ne ha sviluppato le premesse attraverso l’uso creativo della prospettiva e della geometria, fino a rendere ogni tela un labirintico spazio pittorico.
I Distorti nascono dalla seduzione esercitata su di lui dall’argilla e dall’atavico processo di lavorazione e cottura, e trovano un significativo completamento nella memoria storica e archeologica rappresentata dalle Tegole pompeiane.
In occasione dell’inaugurazione, all’AICA sarà presentata la videointervista concessa dal maestro nella sua casa studio di Orvieto e realizzata esclusivamente per la mostra dal videomaker Pasquale Napolitano.

Info:
Napoli, Palazzo Reale, Appartamento Storico

Vernissage:
giovedì 24 ottobre 2013 h. 17.00
Piazza del Plebiscito, 1
80132 Napoli
ingresso: tutti i giorni ore 9 – 19, escluso mercoledì, con biglietto museo
T. +39 081. 5808. 328
www.palazzorealenapoli.beniculturali.it

AICA|Andrea Ingenito Contemporary Art

Vernissage:
giovedì 24 ottobre 2013 ore 19.30
Via Cappella Vecchia 8/a
80121 – Napoli
Orari: dal martedì al sabato ore 11-19, Ingresso Libero
www.ai-ca.com












domenica 13 ottobre 2013

ANDY WARHOL - BLU palazzo d'arte e cultura PISA

 


 
PISA
BLU | Palazzo d’arte e cultura

ANDY WARHOL
12 OTTOBRE 2013 – 2 FEBBRAIO 2014

230 opere, provenienti dall’Andy Warhol Museum di Pittsburgh e da numerose collezioni americane ed europee, ripercorreranno il percorso creativo dell’artista che tanto ha rivoluzionato l’arte del XX secolo.
Dopo le mostre dedicate a Chagall, a Mirò, a Picasso e a Kandinsky, che hanno portato a Pisa oltre 300.000 visitatori in quattro anni, BLU | Palazzo d’arte e cultura apre le sue porte, dal 12 ottobre 2013 al 2 febbraio 2014, all’arte di Andy Warhol, per quello che si annuncia come un imperdibile evento nel panorama delle offerte espositive del prossimo autunno.
La Fondazione Palazzo Blu, in collaborazione con Gamm Giunti, prosegue così il proprio progetto d’indagine sui Maestri che hanno scritto la storia dell’arte del Novecento.
L’esposizione, curata da Walter Guadagnini e Claudia Beltramo Ceppi, presenterà circa 230 opere in grado di ripercorrere l’itinerario creativo dell’autore che tanto ha rivoluzionato l’arte del XX secolo, grazie alla collaborazione con l’Andy Warhol Museum di Pittsburgh - che custodisce una larga parte del suo lascito e che concederà il prestito di alcuni importanti lavori pressoché inediti in Italia - e al supporto di alcune storiche collezioni, come quelle delle gallerie Sonnabend, Feldman, Goodman di New York, di musei europei come il Museo d’arte moderna e contemporanea Berardo di Lisbona, il Museo d’arte moderna di Nizza, l’Albertina e il MUMOK di Vienna, oltre ad alcuni capolavori da raccolte pubbliche e private italiane, come la Collezione Unicredit o la Collezione Intesa San Paolo.
Il percorso individuerà i temi che fanno di Warhol la più emblematica icona del mutamento storico e culturale della seconda metà del Novecento, periodo che ha spostato la centralità dell’arte dall’Europa agli Stati Uniti, attraverso opere quali i Brillo Box, o le Campbell Soup - per la rivoluzione della Pop Art - le grandi tele dedicate ai Most Wanted Men - a sottolineare l’incubo della violenza che lo colpirà drammaticamente - i ritratti di Marylin Monroe, Liz Taylor, Mick Jagger, ma anche di Mao - per trasformare l’immagine in icona universale eterna, con l’approdo a una ricerca più dentro l’arte e la storia della pittura con esiti vicini all’astrazione.
La mostra inoltre presenterà alcune tele di grande formato come Myths, Dollar, Skull, ma anche i rarissimi portfolio dedicati a Marylin Monroe e alle zuppe Campbell, e ad alcune serie che renderanno visibile la sua evoluzione stilistica, a partire dalla fotografia poi al disegno e infine all’opera su tela, come nel caso di Knives (coltelli), divenuto ancora più nota negli ultimi anni come immagine di copertina di Gomorra, il libro di Roberto Saviano venduto in milioni di copie.
Anche quest’anno, ai visitatori dell’esposizione di Palazzo Blu verrà offerta, in stretta collaborazione con le istituzioni culturali e le organizzazioni imprenditoriali pisane, un’ampia proposta di iniziative collaterali che investiranno l’intero territorio, valorizzando la capacità di accoglienza di Pisa come straordinaria Città d’Arte, che si distingue anche per la produzione scientifica e culturale delle sue Istituzioni Universitarie, per i capolavori ospitati nei suoi Musei e per lo spettacolo urbano dei suoi storici Lungarni.
La mostra è promossa dalla Fondazione Palazzo Blu, prodotta in collaborazione con GAmm Giunti e The Andy Warhol Museum - Pittsburgh, curata da Walter Guadagnini e Claudia Beltramo Ceppi, col patrocinio del Comune di Pisa, con il contributo della Fondazione Pisa, con il coordinamento artistico e segreteria scientifica di Claudia Zevi & Partners.

NDY WARHOL. Una storia americana
Pisa, Palazzo Blu (Lungarno Gambacorti 9)
12 ottobre 2013 - 2 febbraio 2014

Orari
Lunedì – venerdì 10.00 – 19.00
Sabato – domenica 10.00 – 20.00
(la biglietteria chiude un’ora prima)
www.mostrawarhol.it






 

giovedì 12 settembre 2013

RICHARD SERRA - TRAIETTORIE

Richard Serra: traiettoria
11 settembre 2013 - 8 ottobre 2013
34 Cork Street London

 La galleria di Alan Cristea presenterà la prima Mostra nel Regno Unito dedicato alle stampe di Richard Serra dal 11 settembre - 5 ottobre 2013 a 34 Cork Street. Serra è un artista ben noto per la sua scultura monumentale che esplora e sfida i concetti di peso, equilibrio e gravità. Dagli anni 70 stampe e disegni sono stati una parte importante della sua pratica e questa Mostra sarà una occasione per il pubblico per conoscere il lavoro dell'artista altrettanto prolifico come un incisore.



 
 
 
 
 


Alan Cristea Gallery
31 & 34 Cork Street
London
W1S 3NU
Telephone 020 7439 1866
Facsimile 020 7439 1874
Email: info@alancristea.com





domenica 8 settembre 2013

ENRICO BAJ

DAL 25 SETTEMBRE AL 20 DICEMBRE 2013

ALLA FONDAZIONE ARNALDO POMODORO DI MILANO
LA MOSTRA

ENRICO BAJ
 Bambini, ultracorpi & altre storie
 

L’esposizione celebra il maestro milanese a dieci anni dalla sua scomparsa e documenterà la sua produzione degli anni Cinquanta.

Dal 25 settembre al 20 dicembre 2013, la Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano celebra Enrico Baj (Milano 1924 – Vergiate 2003), a dieci anni dalla sua scomparsa, con una mostra la cui attenzione è rivolta agli anni ’50, in cui Baj, fervido protagonista dell’avanguardia europea del dopoguerra, è l’epicentro di un vortice di iniziative che saldano alcuni momenti cruciali delle ricerche internazionali d’allora, riprendendo ed evolvendo la matrice storica dada e surrealista.

L’esposizione, curata da Flaminio Gualdoni, realizzata in stretta collaborazione con Roberta Cerini Baj e l’Archivio Enrico Baj, presenta un gruppo di opere fondamentali dell’artista milanese degli anni Cinquanta e una serie di rari documenti, manifesti, riviste, fotografie che restituiscono il clima di scambi culturali, amicizie, polemiche, tipico del periodo in cui Milano si afferma come centro autorevolissimo dell’avanguardia internazionale, in uno dei suoi momenti culturalmente più vividi.

Fondatore nel 1951 con Sergio Dangelo del Movimento Nucleare - di cui verranno proposti Bum-Manifesto Nucleare del 1952, replicato dall’artista nel 1997 e molti documenti originali, a cominciare dal Manifeste de la peinture nucléaire del 1952 - Baj stringe amicizia con personaggi come Asger Jorn, Édouard Jaguer, E.L.T. Mesens, Raoul Hausmann, dando vita al Mouvement International pour un Bauhaus Imaginiste e nel 1955 alla rivista “Il Gesto”, in stretto dialogo con pubblicazioni d’avanguardia come la francese “Phases”, l’argentina “Boa”, la belga “Edda”, l’italiana “L’Esperienza Moderna”. Nel 1958 Baj sarà l’anima artistica di un’altra importante rivista d’avanguardia, “Direzioni”, fondata con Fabrizio Mondadori.

Nel 1957 la pubblicazione del manifesto Contro lo stile, promosso da Baj e Dangelo, indica la volontà impellente della giovane generazione europea di uscire dalle retoriche dell’informale: tra i firmatari figurano Yves Klein, Piero Manzoni, Arnaldo e Gio’ Pomodoro.

Accompagna la mostra il secondo numero dei “Quaderni della Fondazione Arnaldo Pomodoro”, che riproduce le opere e i documenti esposti, introdotto da saggi critici di Flaminio Gualdoni e di Angela Sanna, studiosa dell’artista.

 Milano, luglio 2013

ENRICO BAJ
Bambini, ultracorpi & altre storie
Milano, Fondazione Arnaldo Pomodoro (via Vigevano 9)
25 settembre - 20 dicembre 2013
Inaugurazione: 24 settembre 2013 (su invito)
 
Orari: dal mercoledì al venerdì, dalle 16 alle 19

Ingresso libero, previo accredito.
Le richieste dovranno essere inviate via mail, all’indirizzo info@fondazionearnaldopomodoro.it

Informazioni: tel. 02.89075394
e-mail info@fondazionearnaldopomodoro.it
http://www.fondazionearnaldopomodoro.it/

 Fondazione Arnaldo Pomodoro
Vicolo Lavandai 2/a – 20144 Milano (ingresso da Via Vigevano 9)

 tel (+39) 02/89.07.53.94

 fax (+39) 02/89.07.52.61
e-mail info@fondazionearnaldopomodoro.it
www.fondazionearnaldopomodoro.it 




 

















lunedì 19 agosto 2013

GIUSEPPE PENONE AL MADISON SQUARE PARK CONSERVANCY




                                 MADISON SQUARE PARK CONSERVANCY

                                                             PRESENTA
 
                                                    GIUSEPPE PENONE

                                                         IDEE DI PIETRA
 
                                           26 Settembre 2013 – 9 febbraio 2014


NEW YORK, NY.-Mad. sq. arte di Madison Square Park Conservancy annuncia una nuova installazione scultorea per l'autunno 2013 del artista italiano Giuseppe Penone, sono tre monumentali installazioni, 40 piedi bronzo, alberi alti, idee di pietra, con manipolazione firma di Penone di forme naturali gli alberi, interagirà con il paesaggio lussureggiante di Madison Square Park per evidenziare le relazioni tra uomo, scultura e natura. Le tre opere sono intitolate Triplice (tripla), Idee di pietra – 1303 Kg di luce (idee di pietra – 1303 Kg di luce) e Idee di pietra – Olmo (idee di pietra – Olmo). L'installazione rimarrà in mostra tutti i giorni dal 26 settembre 2013 attraverso 9 febbraio 2014 nel parco.

Giuseppe Penone afferma: "è con grande anticipo che ho previsto per l'esposizione dei miei lavori in Madison Square Park. Un albero riassume in modo esemplare il contrasto tra due forze: la forza di gravità e il peso della vita siamo parte. La necessità e la ricerca di equilibrio, che esiste in ogni vivente per contrastare la forza di gravità, è evidente in ogni passo e in ogni piccola azione della nostra vita. È una pietra di fiume che appare tra i rami di un albero. Una pietra sospesa tra i rami di un albero, separati dal terreno da una struttura che non è terra e non è aria, una pietra che si trova fra la forza di gravità e la forza di attrazione della luce".

Presidente di il Madison Square Park Conservancy, Debbie Landau commenta: "con questo, Mostra ventiseiesimo del parco di scultura all'aperto, siamo onorati di presentare Giuseppe Penone, artista stimato di statura internazionale. Il lavoro di Penone può essere più conosciuto al pubblico europeo e la possibilità di visualizzare i suoi imponenti alberi di bronzo a New York è un tributo alla sua visione unica che integra l'ambiente naturale del fogliame del parco come la transizione di stagioni dall'autunno all'inverno.

Durante la sua carriera quarantennale, Penone ha impiegato materiali naturali e forme in un'esplorazione delle relazioni fondamentali e contrastanti tra uomo e natura. Penone è stato un membro del gruppo italiano di Arte Povera, artisti che hanno cercato di dissolvere le divisioni tra arte e vita utilizzando soggetti banali e materiali nel loro lavoro. Alberi come scultura vivente è un tema ricorrente per Penone. Egli manipola spesso queste forme naturali di torsione, decostruzione, escavazione e sradicando le figure organiche. Egli incorpora le tracce di impronte digitali, chiodi, fili, sculture e precariamente collocato massi come residuo prove di composizione artificiale dei sculture e l'effetto dell'interazione umana con il mondo naturale. Penone affronta concetti di peso, l'equilibrio e scala, mentre la fusione l'organico e l'artificiale.


 
 
 

 

giovedì 15 agosto 2013

11/9/2013 - Shozo Shimamoto

11/9/2013
Shozo Shimamoto

 L'esposizione presenta 30 opere per ripercorrere la ricerca dell'artista giapponese attraverso un percorso espositivo concepito in ordine cronologico. Tra le opere Hole (buco) del 1946, gli Imbutini smaltati del 1976 e Pianoforte (2006).
Dal 12 settembre 2013 al 31 gennaio 2014, allo Studio Giangaleazzo Visconti di Milano (Corso Monforte, 23) si terrà la prima antologica milanese di Shozo Shimamoto (1928-2013), a nove mesi dalla sua scomparsa.
L’esposizione è realizzata in collaborazione con l’Associazione Shimamoto, fondata in Italia e Giappone per promuovere e sostenere la ricerca artistica del Maestro, e presenterà 30 opere, in grado di ripercorrere la ricerca dell’artista giapponese che, nel 1998, fu indicato e celebrato dal MOCA - Museum of Contemporary Arts of Los Angeles, come uno dei quattro maestri più significativi del secondo dopoguerra, insieme a Jackson Pollock, John Cage e Lucio Fontana.

Inaugurazione 11 settembre

Studio Giangaleazzo Visconti
C.so Monforte 23, Milano
Orari: da lunedì a venerdì 11:00 - 19:00
Ingresso libero


 











venerdì 2 agosto 2013


TEODOSIO MAGNONI

 CORPI-LUOGO, IMMAGINI

a cura di Mariastella Margozzi e Lorenzo Respi
 
prorogata fino al 14 settembre 2013


L'esperienza artistica di Teodosio Magnoni attraversa due campi dell'arte che in epoca contemporanea hanno avuto più occasioni di contaminarsi e mescolarsi: la pittura e la scultura. L'artista, pittore informale fino a quel momento e come tale ancora alla ricerca di una propria identità, è colpito non tanto dal cinetismo degli oggetti e degli ambienti che vi sono esposti, quanto dal coinvolgimento spaziale che quel movimento comporta. L'opera d'arte è improvvisamente uscita dalla bidimensionalità dei supporti tradizionali e ha cominciato ad esplorare lo spazio che la circonda, coinvolgendolo in una dimensione quasi sospesa a metà strada tra pittura e scultura, tra immagine e corpo.

La mostra di Teodosio Magnoni
è in corso alla Galleria annamarracontemporanea
Sede: Via sant’angelo in pescheria, 32 00186 Roma
         www.annamarracontemporanea.it








venerdì 29 marzo 2013

Nunzio & Dessì nella collezione Biedermann

NUNZIO & DESSI

SENZA TITOLO 
 

Due artisti italiani nella collezione Biedermann.

14 Ottobre 2012 - 16 Giugno 2013

L’Arte italiana ha sempre avuto un posto speciale nella collezione Biedermann.


La Mostra di apertura nell’ ottobre 2012 si è concentrata su Gianni Dessì e Nunzio i loro lavori sono parte integrante nella collezione Biedermann.

Allestita in diverse sale del museo, la mostra comprende quasi una trentina di grandi opere, di cui tredici di Nunzio, tutte parte della collezione Biedermann, e sedici di Dessì, di cui dieci provenienti dalla raccolta tedesca e cinque dall'Italia.

Nunzio Di Stefano nasce nel 1954 a Cagnano Amiterno, in provincia de L’Aquila, vive e lavora a Roma e Torino. In Italia Nunzio è considerato uno degli scultori più importanti della sua generazione le sue sculture vengono realizzate con materiali in legno e piombo, infonde le sue opere con un forte senso di equilibrio e armonia. Lavorando spesso con legna bruciata realizza superfici vellutate, intensamente nere che assorbono e riflettono la luce in un modo profondamente evocativo.

La vasta produzione di Gianni Dessì spazia dai disegni e dipinti di piccolo formato fino alle sculture e installazioni di grandi dimensioni. Dessì, vive e lavora a Roma, la città dove è nato nel 1955. Formatosi come scenografo, egli spesso crea grandi figure teatrali in cui la pittura, la scultura e l’installazione sembrano confondersi. I suoi lavori si distinguono per la grande complessità del gesto artistico e per il modo in cui l'artista abbina le diverse tecniche e i differenti materiali.

Indirizzo: Museumsweg 1, 78166 Donaueschingen, Germania
Telefono: +49 771 8966890
                          











 

lunedì 25 marzo 2013

Raimondo Bonamici - Repertorio 30



RAIMONDO BONAMICI
 
 Repertorio 30
 
Silva Centro Arquitetos
ASCA99
Porto, Portogallo
 

Non è nei termini di una appropriazione linguistica compiuta in altri ambiti come quello letterario o cinematografico, che ha senso parlare dell'opera di Bonamici, presenti ad esempio in film come Blade Runner o Alien, o nei romanzi di Philip Dick o di Thomas Pynckon, ultimamente apportatori di grandi suggestioni, quanto di una sorta di passaggio naturale e necessario all'uso di questi materiali che costituiscono l'usuale territorio di tutti i giorni.
L'adeguamento delle forme radicate nell'esperienza iconografica di Bonamici, già segnalata come l'unica libertà superstite, ne è l'in
equivocabile segnale.
In particolare la forma ovoidale è una costante quasi ossessiva, che troviamo presente in una tridimensionalizzazione scultorea che testimonia un passaggio ulteriore nella ricerca di Bonamici. La forma ovoidale è un simbolo universale di per sé, legato alla sua genesi del mondo e alla sua differenziazione. Esso svolge in tutte le cosmogenie il ruolo di immagine e di modello della totalità. Ma oltre la dispiegazione della simbologia legata alla forma ovoidale, presente in tutti gli angoli della terra, certo ben nota al lavoro di Bonamici, essa rappresenta più specificamente qui
una sorta di incroci di moduli formali ed espressivi legati all'idea della circolarità che troviamo appunto riscontro nei vari momenti della storia dell'uomo. Attraverso questa continuità Bonamici tenta di stabilire una linearità ideale tra ciò che è stato frutto della sintesi biochimica originaria e ciò che è derivato dallo sviluppo della capacità intellettuale e fabrile dell'uomo. Tale continuità trova ulteriore riscontro nell'uso, pressoché esclusivo, di colori quali il nero e il bianco sono infatti i due poli esterni della scala cromatica, la tenebra e la luce.
Nel lavoro di Bonamici si avverte
una tensione che è appunto frutto di questa coesistenza di elementi, forme profondamente diverse nella loro origine, tra i quali non si tenta una conciliazione degli opposti, ma una vera e propria osmosi rigenerativa.
Attraverso questa tensione si cerca quel minimo comun denominatore che tiene unite le cose nel corso della storia.
 
 
 
 
 




Silva Centro Arquitetos
ASCA99

Rua da Firmeza, 370
4000  PORTO, PORTUGAL

Inaugurazione 2 aprile 2013
3 aprile 30 maggio 2013
Orari: da lunedì a sabato 15:00 - 20:00
Ingresso libero
info@asca99.com


 

sabato 2 marzo 2013

Casoria Contemporary Art Museum

Reflection White – Black or not
Arte dalla Macedonia
2 marzo 2013 – 2 aprile 2013


 
Dal 2 marzo 2013 alle ore 18.00 il museo CAM di Casoria offre ai propri visitatori un’anticipazione
della Biennale di Venezia con la mostra “Reflection; White – Black or not”, a cura di AntonioManfredi e di Ana Frangovska, con il patrocinio del Ministero della Repubblica della
Macedonia e dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Casoria in collaborazione con la  National Gallery of Macedonia.
Ana Frangovska, curatrice della National Gallery of Macedonia, porta in mostra a Casoria l’opera di Elpida Hadzi-Vasileva, prima di trasferirla al Padiglione Macedone della Biennale lagunare.
Insieme ad Hadzi-Vasileva espongono al CAM 13 tra i più importanti artisti macedoni, Blagoja Manevski, Jovan Shumkovski, Slavica Janeslieva, Antoni Maznevski, Goce Nanevski,
Zaneta Vangeli, OPA (Denis Sarakinovski and Slobodanka Stevcevska), Boris Semov, Osman Demiri, Nehat Beqiri, Simon Semov, Nove Frangovski, che offrono prospettive, contenuti ed espressioni artistiche di un Est europeo sempre all’avanguardia. La mostra “Reflection; White – Black or not” si inserisce nel programma multiculturale del museo CAM che ormai da anni rivela la propria tendenza verso la ricerca, l’apertura e il dialogo. Secondo quanto asserisce Antonio Manfredi “ La purezza delle linee, la poesia delle forme e dei monocromi si evolve negli artisti macedoni in citazioni silenti, in opere dall'eleganza formale che sussurra un vissuto complesso e profondo. Il bianco ed il nero si rincorrono, giocano e si trasformano in opere che sviliscono i materiali, che ne rinnovano la consistenza e ne deturpano il concetto usuale.”Occasione quindi ghiotta per gli appassionati e per i curiosi per una mostra imperdibile e unica nel suo genere, visibile al CAM fino al 2 aprile 2013.

CAM | Casoria Contemporary Art Museum
Via Duca d'Aosta 63/A
80026 Casoria, Naples - Italy
www.casoriacontemporaryartmuseum.com
Tel/fax + 39 0817576167






domenica 17 febbraio 2013

La Transavanguardia tra Lüpertz e Paladino


 



La Transavanguardia tra Lüpertz e Paladino. Opere nella Collezione Würth

18 Febbraio 2013 - 15 Febbraio 2014


“La Transavanguardia tra Lüpertz e Paladino”, mostra visitabile dal 18 febbraio 2013 all’Art Forum Würth Capena, riunisce circa sessanta lavori tra dipinti e sculture degli artisti Mimmo Paladino e Markus Lüpertz, due dei maggiori rappresentanti di questo movimento, in un ideale dialogo Italia – Germania.

Grazie all’interesse da parte del collezionista e imprenditore Reinhold Würth rispetto a una delle tendenze caratterizzanti l’arte degli anni ‘70 e ‘80 del Novecento - ovvero il ritorno alla pittura, che la Transavanguardia ben rappresenta - la Collezione Würth si è arricchita nel tempo di numerose opere di esponenti di tale orientamento sia italiani che tedeschi.

La datazione dei lavori esposti permette di seguire, tra affinità e specificità, le diverse fasi della carriera di Mimmo Paladino e Markus Lüpertz fino al primo decennio degli anni Duemila.

Teorizzata dal critico Achille Bonito Oliva, la Transavanguardia fu presentata ufficialmente alla Biennale di Venezia nel 1980 come un movimento di reazione ad una crisi che non investiva solo l’arte, ma anche la sfera economica e culturale del mondo occidentale. In opposizione al concettualismo e all’Arte Povera, allora imperanti, la Transavanguardia propose un ritorno alla pittura e una concezione dell’arte non più fondata sulla “certezza anticipata di un progetto e di un’ideologia”, ma sulla possibilità di muoversi liberamente in tutte le direzioni, facendo confluire nell’opera “immagini private e immagini mitiche, segni personali, legati alla storia individuale, e segni pubblici, legati alla storia dell’arte e della cultura.” (A. Bonito Oliva).

Alla luce di talune affinità con alcuni artisti tedeschi operanti in quegli anni, tra i quali Markus Lüpertz, nel 1982 fu proposta in Italia la mostra, a cura di Achille Bonito Oliva, “La Transavanguardia tedesca”.

Luogo: Art Forum Würth

Città: Capena

Provincia: Roma

ingresso gratuito

informazioni: +39 06 90103800